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14/04/16

In Giappone uno store interamente dedicato a KitKat

Provereste mai un KitKat alla salsa Wasabi o al fagiolo rosso? In Giappone tutto questo è possibile grazie alla nuova strategia di marketing di Nestlé.La multinazionale elvetica, infatti, dedica ad uno dei suo brand di punta un flagship dal sapore esclusivo. Un’insolita boutique aperta pochi giorni fa all’interno del centro commerciale di Seibu, nel distretto Ikebukuro di Tokyo.


Lo store
Gli scaffali del negozio offrono esclusive varietà della celebre barretta, create secondo i gusti culinari nipponici come il Te Verde, la salsa Wasabi o la Cheesecake alla fragola. Uno dei gusti più venduti e maggiormente apprezzati dai clienti dello store è il “Sublime bitter”, che pare ricordare l’aroma deciso del cioccolato extra fondente. È uno dei prodotti di punta della boutique ed è allo stesso tempo molto ricercato, infatti, ogni giorno vengono prodotte circa 300 barrette di questa varietà, tutte rigorosamente fatte a mano. Il giorno di apertura sono state messe in vendita 500 barrette (3,40 $ l’una) e sono andate letteralmente a ruba: sold out in soli 40 minuti






                                                                   
I gusti
I sapori curiosi e insoliti per il palato europeo sono nati grazie alla collaborazione con Takagi, un maestro cioccolatiere giapponese, e saranno disponibili solo in alcune regioni del Giappone. I gusti infatti sono strettamente legati alla geografia culinaria del Paese proprio perché realizzati con ingredienti tipici della località in cui vengono venduti. Al tempo stesso anche i colori sono molto distanti da come ci si aspetterebbe, alcune barrette sono rosa o lilla delicato, altre verdi ma non mancano certo le classiche marrone cioccolato.


Il Giappone: scelta strategica?
La scelta di aprire uno store in Giappone, come si apprende dal comunicato ufficiale (http://www.nestle.com/media/newsandfeatures/japan-kitkat-boutique), riflette anche la “passione” che i consumatori del Sol Levante hanno nei confronti della celebre barretta di cioccolato. I produttori di Kitkat, infatti, dichiarano che ogni giorno vengono sgranocchiate circa 650 barrette al secondo, ma è proprio in Giappone dove viene particolarmente apprezzato il prodotto Nestlé, tanto da essere definito nel 2012 il “miglior cioccolato del Paese”. E’ proprio per questo motivo che Stewart Dryburgh, Global brand manager per Kitkat, ha dichiarato di tenere in particolar considerazione il mercato giapponese per la crescita economica del brand.



Un brand “glocale”
Lo store assume quindi un valore aggiunto a Tokyo, proprio perché sembra voler “rinunciare” al suo alone di “internazionalità” legata al celebre brand multinazionale per inserirsi invece nella cultura nipponica, tanto da creare dei gusti venduti, e probabilmente anche apprezzati, solamente in Giappone. In questo modo Nestlé si avvicina ai suoi consumatori sparsi per il mondo, intercettandone i gusti e cercando di soddisfarli.
Uno store e un brand che potremmo definire “glocali”, ripensando al concetto introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman: ovvero l’adattare l’universo dell’internazionalizzazione e della globalità alle realtà locali più circoscritte.



Uno store quindi “camaleontico” che sa inserirsi nel contesto culturale in cui viene posto per dare valore aggiunto al brand e ai consumatori che ne fruiscono i prodotti. Uno spazio che sa comunicare i valori del marchio a chi lo fruisce, attraverso le sue peculiarità e attraverso un “contesto fisico coerente con l’immaginario di marca, in grado di offrire al visitatore una rappresentazione tangibile del proprio universo estetico e valoriale” (cfr. P.Musso, Brand Reloading. Nuove strategie per comunicare e raccontare la marca).



La boutique sembra inoltre cavalcare l’onda del proliferare di store monomarca dedicati al cioccolato, come M&M’s.



Spunti per riflettere
A questo punto è interessante riflettere sui possibili futuri mercati a cui Kitkat potrebbe ambire basandosi sulla strategia dell’offerta personalizzata, cercando di soddisfare sempre di più i gusti dei suoi clienti, e aumentando di conseguenza la fidelizzazione al brand stesso.
Parlando in termini monetari: maggiore fidelizzazione porta ad un maggiore ritorno economico.
Chi lo sa, potrebbe creare delle varianti piccanti per incontrare il gusto dei palati messicani o sudamericani. O perché no, lanciare dei gusti speziati per il mercato mediorientale.



Del resto anche Mc Donald’s, simbolo per molti del junk-food oltre che del fast-food, ha deciso di lanciare offerte “personalizzate” per avvicinarsi ai gusti dei suoi clienti, come nel caso dei consumatori italiani. Infatti, ha proposto edizioni limitate di panini preparati con ingredienti tipici della cucina del Bel Paese (carne di Chianina, Provolone, Speck dell’Alto Adige, per citarne alcuni) oppure i menù “più salutari” a base di pasta (in collaborazione con Barilla) o insalata. Quale sarà la strategia futura che Kitkat deciderà di seguire? Proporre altre offerte ad hoc? Teniamo gli occhi aperti… e i palati pronti!

I KitKat...Giapponesi

In Giappone possiamo trovare prodotti di tutti i generi, molti arrivano dall’Europa e nel paese del Sol Levante vengono modificati al fine di ottenere gusti e formati di tutti i tipi. E’ il caso dei famosi Kit Kat della Nestlè, in Giappone vengono realizzati usando i sapori popolari delle varie città, regioni o zone. Sebbene il Giappone sia un paese dove “saltare all’occhio” è sempre stato mal visto, l’economia, anzi, i prodotti in commercio costituiscono un mondo a parte.

Con un economia i cui prezzi non crescono da anni (qualcuno mi rispieghi perché sarebbe un male… -__-”), per competere le aziende si sono concentrate sui dettagli, perché il prezzo non si può ridurre ulteriormente (dillo a chi preferisce licenziare tutti tranne i dirigenti…). Punti chiave delle aziende giapponesi sono l’attenzione al cliente, fin nei minimi dettagli, e attirare l’attenzione del cliente.


Tra le cose che piacciono ai giapponesi ci sono (1) i prodotti definiti “popolari” (大人気 daininki, popolare, si scrive quasi ovunque), per portare le persone – generalmente molto conformisti – a pensare “se gli altri lo hanno, devo averlo anch’io”, e (2) i prodotti “a edizione limitata”, che hanno un fascino enorme sui giapponesi (l’idea che qualcosa di raro sia automaticamente prezioso è diffusa quasi ovunque, ma qui si esagera… e vi ricordo che perfino la parola arigatou deriva da lì!). Tra questi prodotti “a edizione limitata” (限定販売 gentei hanbai) ci sono quelli venduti solo in una certa stagione (ad esempio si dice 冬限定 fuyu gentei per quelli venduti solo in inverno) e quelli venduti solo in una certa zona del paese (ad esempio 東京限定 Tokyo gentei).

Tra i prodotti che puntano tutto sull’originalità e sul saltare all’occhio, con colori e formati diversi e, ovviamente, con edizioni limitate c’è il famoso KitKat.

In Giappone il KitKat ha un ulteriore motivo per essere famoso: la sua pronuncia richiama l’espressione kitto katsu, cioè “vinco di sicuro”, il che lo rende (grazie ai pubblicitari dell’azienda, perché non si adatta poi così bene, sarebbe piuttosto kitto katto) un prodotto popolare per gli studenti sotto esami (受験生 jukensei). Non a caso i KitKat con i fiori di ciliegio stampati sula confezione sono in genere riservati a questi studenti, perché la stagione dei ciliegi è quella degli esami e “sono fioriti i ciliegi” è un’espressione per dire “ho passato gli esami”. Qui sopra ne vediamo un esempio creato in collaborazione con una cantante (e quindi ancor più raro).

A parte i KitKat mirati agli studenti però esistono un mare di diversi gusti di KitKat, alcuni al di là delle capacità della più florida immaginazione.


Kit Kat al 
gusto di patate 
Jagaimo di Hokkaido
Kit Kat al 
gusto di mais
Kit Kat al 
gusto di caffè
Kit Kat al 
gusto jasmin 
e aceto di 
mele
Kit Kat al 
gusto di 
kinako
Kit kat al miso 
– si può 
trovare a 
Nagoya
Kit Kat al 
gusto Yuzu 
Kosho in 
edizione 
limitata per la 
regione del 
Kyushu
Kit kat al
gusto Wasabi 
– si trova a 
Shizuoka
Kit Kat al 
gusto di 
biscotti
Altro Kit Kat 
al gusto di 
biscotti ai 
cereali
Kit kat al 
gusto Ginger 
Ale
Kit Kat al 
gusto verdure
Kit Kat al 
gusto Bitter 
Almond
Kit Kat al 
gusto di Mais
 di Hokkaido
Kit Kat al 
gusto di 
melone
Kit Kat al 
gusto di 
caffèlatte
Kit Kat al 
gusto Royal 
Milk Tea
Kit Kat al 
gusto sparling 
strawberry
Kit Kat al 
gusto di the 
verde
Kit Kat al 
gusto di the
Kit Kat al 
gusto di torta 
al lampone
Kit Kat al 
gusto di 
albicocca
Kit Kat al 
gusto semi-
dolce